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#Terraformaceramicadacasa #Terraformarestaconvoi

Cari amici le attività associative al momento sono sospese.
Dovremmo attendere di superare fiduciosi questa emergenza per poter tornare quanto prima a ceramicare insieme, magari già nel "laboratorio all'aperto" del magico vivaio. 
Corsi e workshop programmati e in programmazione verranno rimandati al momento opportuno.
Se state "ceramicando a casa", sarà  un piacere se condividerete le foto dei vostri lavori sul gruppo facebook della nostra pagina  
https://www.facebook.com/groups/107829885072/ 
con #Terraformaceramicadacasa #iorestoacasa
In attesa di poterci rincontrare al più presto seguiteci  qui , su fb e instagram
o scriveteci a info@terraforma.it
un caro saluto#Terraformarestaconvoi #restiamoinsieme

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CORSI E WORKSHOP 2014 2015 calendario


inizio corsi 7 ottobre
2014  2015
CORSI  SETTIMANALI da ottobre  a maggio
martedì         h 11,00-13,00    CERAMICA base e avanzato
                      h 15,00-17,00    TORNIO 
                      h 17,30-19.30    CERAMICA base
mercoledì     h 11,00-13,00    CERAMICA base e avanzato
                      h 15,00-17,00    SCULTURA   
                      h 17,30-19,30    CERAMICA perfezionamento
giovedì         h 11 - 13            SCULTURA
sabato *        h 10,30-12,30    CERAMICA   base e avanzato
                      h 10,30-12,30    CERAMICA PER BAMBINI E RAGAZZI
*2 incontri al mese
Il programma di ogni corso è suddiviso in unità  didattiche di due mesi che prevedonol’apprendimento delle tecniche di modellazione, decorazione e cottura di diversi impasti argillosi (terracotta, terraglia, refrattari, grès, porcellane). Ogni lavorazione viene contestualizzata dal punto di vista della sua evoluzione storico-stilistica, oltre che approfondita nei suoi principi tecnologici e sperimentata nei suoi aspetti applicativi. 
I corsi per bambini e ragazzi sono ispirati alla metodologia di Bruno Munari.
Insegnanti :Nicoletta Sauve  (ceramica artistica), M.Gabriella Cardinali (scultura) 
Francesca Carriero, Alessandra Agrò (corso per bambini)
CORSI INTENSIVI da giugno a settembre
WORKSHOP durante tutto l’anno
RAKU COTTURE IN RIDUZIONE PAPER CLAY PORCELLANA NERIKOMI MISHIMA TERRE SIGILLATE 
IMPASTI E RIVESTIMENTI DA BASSA E ALTA TEMPERATURA MODELLATO DI  FIGURA 
STAMPI INGESSO ARTE COME TERAPIA LABORATORI PER LE SCUOLE  
AGGIORNAMENTO PER INSEGNANTI
I corsi e i workshop sono a numero chiuso per consentire all’allievo di essere seguito individualmente e si svolgono in atelièrs  situati all’interno del parco privato dei Vivai Le Mura, oasi paesaggistica nel centro  storico di Roma .
INCONTRI CON ARTISTI E VIAGGI D’ARTE

CORSI E WORKSHOP 2013 - 2014

le lezioni inizieranno il 1 ottobre

CORSI di  CERAMICA ARTISTICA base, avanzato e perfezionamento,
SCULTURA, GRES, PORCELLANA, DECORAZIONE, CERAMICA per non vedenti, CERAMICA per bambini e ragazzi,CORSI PER LE SCUOLE, CORSI A RICHIESTA per gruppi già formati, CORSI INTENSIVI
WORKSHOP di  RAKU, PAPER CLAY, NERIAGE, MODELLATO DI FIGURA, SMALTI AD ALTA TEMPERATURA, VASI E SCULTURE DA GIARDINO,
VASI DA BONSAI, LAVORAZIONE AL TORNIO, FORMATURA,
STORIA DELL'ARTE,DISEGNO, PITTURA, ARTE COME TERAPIA,
LABORATORI PER BAMBINI E GENITORI, AGGIORNAMENTO PER INSEGNANTI

 per vedere il CALENDARIO  clicca qui

informazioni e iscrizioni:
TERRAFORMA   Parco dei Vivai le Mura  Via S. Balbina 10 Roma
info@terraforma.ittel.065740216 - 3472429428


Corriere della Sera > roma > Vivai le Mura, addobbare i bonsai come alberi di Natale

Corriere della Sera > roma > Vivai le Mura, addobbare i bonsai come alberi di Natale


ARTE GIAPPONESE


Vivai le Mura, addobbare i bonsai
come alberi di Natale


Nel Giardino d'Oriente dietro Caracalla anche laboratori, mostre di ceramiche e percorso per i non vedenti


ROMA - Un alternativa al classico albero di Natale? Addobbare un bonsai potrebbe essere un passatempo divertente. Fino al 24 dicembre ai Vivai Le Mura (un angolo verde alle spalle delle Terme di Caracalla) si potrà realizzare il proprio alberello in miniatura seguendo l’antica arte giapponese. Sono in programma laboratori con dimostrazioni pratiche dei diversi tipi di lavorazione e prove pratiche.
MOSTRA DI CERAMICA – Insieme ai laboratori, i visitatori del vivaio potranno ammirare una mostra di ceramiche e ikebana. L’esposizione è dedicata a opere scultoree e a manufatti in terracotta, gres, porcellana e paperclay. Un’altra sezione, invece, raccoglie alcune composizioni Ikebana (arte giapponese della disposizione di fiori recisi) e di bonsai. Nel parco del vivaio, infatti, è stato realizzato un vero e proprio Giardino d'Oriente che ha ospitato numerose manifestazioni artistiche e naturalistiche, mostre nazionali ed internazionali di bonsai.
GIARDINO SENSORIALE - Dopo la mostra, i visitatori potranno fare un giro nel giardino sensoriale per non vedenti allestito nel vivaio dal maggio 2006, grazie alla collaborazione attiva dei non vedenti e ipovedenti che frequentano i corsi di ceramica e giardinaggio. Vivai Le Mura rappresenta un’oasi verde nel caos ella città. La struttura fondata nel 1978, si estende oggi su una superficie di oltre 14.000 metri quadri e accoglie oltre 700 specie di piante mediterranee. Oltre il 90 percento del vivaio è adibito a parco dove poter passeggiare.

C. De L.
17 dicembre 2009

TERRAFORMA SCUOLA D'ARTE CERAMICA chi siamo

TERRAFORMA SCUOLA D'ARTE CERAMICA

diretta da Nicoletta Sauve

Parco Vivai le Mura Via S. Balbina 10 -Terme di Caracalla- Roma
info@terraforma.it – www.terraforma.it - www.vivailemura.com
tel. 06 5740216 - 3472429428

TerraForma è un’associazione culturale nata allo scopo di promuovere e diffondere l’arte ceramica, dalla tradizione alle ultime sperimentazioni nel campo dell’arte, dell’artigianato e del design. L’associazione a tal proposito organizza mostre, manifestazioni, eventi artistici e culturali, attività di formazione e terapia artistica. Nella Scuola Laboratorio si sperimenta così l’arte ceramica nei suoi molteplici aspetti: creativo-artistico, formativo- conoscitivo e terapeutico, con incontri mirati per ogni fascia di età dando impulso al proprio sviluppo individuale. Spazioso e ben attrezzato il laboratorio è immerso nello straordinario paesaggio naturalistico del parco Vivai Le Mura, un’oasi verde nel centro di Roma con percorso attrezzato per non vedenti..TerraForma dalla sua fondazione collabora con l’UIC (Unione Italiana Ciechi), l’Università di Roma Uni3, la coop. Integrata sociale Ampio Raggio. La direzione artistica è affidata a Nicoletta Sauve, scultrice ceramista con oltre 25 anni di esperienza artistica, didattica e terapeutica.

Alla Scuola Laboratorio Terraforma SI PUO':

• frequentare un corso e accedere ad uno o più laboratori
• farlo come avviamento a un'attività professionale o come percorso espressivo personale
• approfondire la propria conoscenza frequentando seminari, workshop, conferenze e visite guidate organizzati dalla scuola
• partecipare a mostre e eventi promossi da Terraforma e da Vivai le mura
• usufruire della biblioteca specializzata in arte e botanica
• fare tutto ciò in un atelier attrezzato situato all’interno del parco privato Vivai Le Mura, oasi paesaggistica al centro di Roma con percorso botanico attrezzato per non vedenti

e CI SI ISCRIVE TUTTO L'ANNO

"NEL VIVAIO POESIA DEI SENSI"

da  Repubblica — 13 luglio 2006 pagina 11 sezione: ROMA








NEL VIVAIO POESIA DEI SENSI

Repubblica — 13 luglio 2006 pagina 11 sezione: ROMA

Stretta e fiancheggiata da un lungo muro consumato dal tempo, via di Santa Balbina è un frammento del passato di Roma arrivato perfettamente indenne fino ai nostri giorni, una specie di incantevole e ombroso fossile urbano. E' il tipico scorcio di Roma che faceva impazzire i turisti più raffinati, stile Henry James, ai tempi in cui da queste parti, tra le terme di Caracalla e la cerchia delle mura aureliane, si andava a passeggiare a cavallo. I muri nascondevano i filari delle vigne, le piccole osterie con le loro pergole fiorite, chiese e conventi perpetuamente immersi nella loro bolla di silenzio. Ancora oggi, percorrendo le poche strade pubbliche, è facile essere frustrati dalla curiosità, perché non sempre è possibile capire quali mondi segreti si aprano al di là delle mura e dei cancelli. I punti di riferimento, all' ingrosso, sono chiari, ma bisognerebbe essere un uccello per farsi un' idea veramente esatta della zona. Per quanto mi riguarda, se fossi un uccello in volo da queste parti e in fuga dal chiasso terrorizzante della Cristoforo Colombo, planerei per riposarmi sulla folta macchia dei boschetti di bambù del vivaio «Le Mura», il cui cancello si apre proprio all' inizio di via di Santa Balbina. Se non si ha la fortuna di possedere delle ali, però, per visitare il vivaio basta suonare il citofono. E non c' è nemmeno bisogno, per essere indotti alla visita, di possedere il famoso pollice verde, perché questo posto, aperto nel 1978 da Giuseppe Marrocco, è davvero un speciale: un frammento di utopia in forma di vivaio. QUI RISPETTIAMO LA NATURA, avverte un vecchio e ormai stinto cartello vicino all' entrata, NO VELENI DISERBANTI PESTICIDI. «Quando ho iniziato», ci confida Giuseppe, questi non erano temi conosciuti come oggi. Ma avevo degli amici che lavoravano nel settore chimico, morti di malattie gravissime». Mentre contempliamo un bellissimo sorbo, con le sue bacche ancora acerbe, ci raggiunge anche Nicoletta Sauve, che si occupa del laboratorio di ceramica funzionante all' interno del vivaio, frequentato da molti non vedenti. E' con il loro aiuto che è stata realizzata un' invenzione semplice e geniale: un itinerario attrezzato e dotato di targhette in braille che permette una visita completa del vivaio. Un lungo corrimano di bambù fiancheggia a questo scopo i viali di ghiaia che attraversano gli spazi coltivati, a volte attraversati da galline e conigli lasciati liberi, «proprio come in campagna». La varietà delle piante esalta le capacità degli altri sensi che si sostituiscono alla vista che manca: l' olfatto, il tatto, l' udito. Al termine dell' itinerario, si accede, superata una staccionata, al «Giardino Orientale», dove attorno a un laghetto fanno mostra di sé decine di bonsai, una sorta di foresta in miniatura con esemplari da fare invidia anche alle più ricche collezioni giapponesi. Accanto al laboratorio di ceramica, quello dove si insegna la creazione e la coltivazione dei bonsai è l' altro punto forte delle attività del vivaio, ed anche in questo caso sono stati coinvolti molti non vedenti. E' in questo luogo di pace assoluta, che suggerisce almeno un' idea di frescura anche nella calura di luglio, che ci accomodiamo a discutere, con Giuseppe e Nicoletta, delle ombre che gravano sul futuro del vivaio. Non le ombre dei pini che danno sollievo nella calura: stavolta si tratta di tristi e minacciose ombre burocratiche, che si sono allungate, implacabili, fino all' esito di uno sfratto esecutivo, che sul calendario porta la data di oggi, 13 luglio 2006. «Ma da qui», assicura Giuseppe, «mi potranno portare via solo con la forza». E' un lungo contenzioso, quello che oppone il vivaio all' Istituto Santa Margherita, un ente di beneficenza che si occupa di anziani, e che a sua volta dipende dalla Regione. La battaglia dura ormai dal 1993 e Giuseppe, che ha sempre pagato regolarmente l' affitto, ha solo da rimproverarsi qualche svista burocratica. «Ma io sono un coltivatore, e lavoro qui al vivaio dalle cinque di mattina alle otto di sera, da quasi trent' anni. Non si può pretendere che una persona che fa il suo lavoro poi sappia fare anche l' avvocato!». Fatto sta, che di carta bollata in carta bollata, si è arrivati a questo punto, senza che a Giuseppe sia stato permesso una sola volta incontrare a quattr' occhi la sua controparte, per cercare un compromesso e spiegare le sue ragioni. «E poi», aggiunge, «cosa significa sfrattare un' attività come questa ? Con tutti i vincoli che esistono in questa zona di Roma, non so nemmeno immaginare un uso migliore per questo terreno. Il quale non è mio, certo, ma tutto quello che ci ho piantato sopra ? Dove e come posso trasferirlo ?!?». A volte, mentre riprendiamo a passeggiare per il vivaio, la passione per le piante riprende il sopravvento, spazzando via le preoccupazioni legali e il brutto presentimento che tutto ciò che vediamo abbia le ore contate. Giuseppe ci mostra gli innesti che ha fatto su un fico selvatico, ottenendo una varietà di frutti ormai sparita da moltissimo tempo dalla circolazione, e dotata di un lunghissimo picciolo. Era questa la varietà di fichi preferita dagli antichi romani, come si sa espertissimi di raffinatezza alimentare. In una gabbia lì vicino, una nidiata di pulcini sta al riparo dal sole e soprattutto dagli artigli dei falchi, che calano in cerca di preda sul vivaio, che anche dal punto di vista della catena alimentare non ha niente di diverso da un pezzo di campagna vero e proprio. In una bacheca vicino all' entrata del «Giardino orientale», leggiamo qualche ritaglio di giornale che documenta varie fasi della lotta per la sopravvivenza del vivaio. Molti sono stati nel corso del tempo gli attestati di solidarietà e le offerte di aiuto, ma un cartello appeso vicino ai ritagli di giornali porta stampata la fatidica data dello sfratto, 13 07 2006, è avverte che la situazione è peggiorata. Mentre ci avviamo verso l' uscita, io mi metto a frugare nei miei confusi ed incerti ricordi di mitologia. Dovrà pur esistere, nel ricchissimo e variegato pantheon degli antichi romani, un dio protettore dei vivai, un dio campestre forse non di primo rango, ma capace di stornare le minacce che incombono su un luogo come questo. E se un dio del genere non è mai esistito, o è andato in pensione da troppo tempo, c' è solo da sperare che la buona volontà umana eviti a tutte queste piante ed alberi e ai loro custodi di fare le valige per chissà dove. - EMANUELE TREVI